19 ottobre 2019
Storia

Genocidio Armeno, il ricordo nella letteratura e nel cinema

 


Autore : Maria Grazia Roversi

Il ricordo del Genocidio Armeno, fra negazionismo e voglia di verità 

Il genocidio degli armeni fu un dramma che si consumò nella Turchia del Novecento, quando la popolazione armena venne sterminata dai battaglioni curdi, e vennero perpetrate delle conversioni forzate all’Islam. La popolazione armena, a maggioranza cristiana, non chiedeva l’indipendenza dei territori, ma solamente la libertà e l’uguaglianza culturale. Il partito de ‘I giovani Turchi’, ‘Unione e Progresso’, imbevuto delle dottrine marxiste e socialiste, perseguirono l’idea del panturchismo a spese dei non ottomani, cioè di coloro che non erano turchi e non erano musulmani. Nel progetto dell’unificazione politica e culturale della Turchia, gli armeni, dotati di una loro grande cultura millenaria e di loro lingua, alfabeto e religione, sono un grosso ostacolo. Da eliminare.

La loro eliminazione viene a lungo pianificata, ma viene celata agli stessi armeni, che credendo i Giovani Turchi marxisti e laicisti addirittura li appoggiarono nella presa del potere. Le prove tecniche del genocidio iniziano nel 1909, con 30mila vittime. Nel 1913 inizia la dittatura militare, che si impone mentre il genocidio viene pianificato. Grazie a reti di comunicazioni, codici segreti e messaggi cifrati, la macchina della morte e dello sterminio viene messa in funzione. 
Nel 1915, vengono prima di tutto eliminati tutti gli intellettuali armeni, deportati nei campi dell’Anatolia e uccisi. Quindi vengono eliminati i giovani: tutti coloro che avevano fra i 16 ed i 60 anni vengono chiamati alle armi, ma in realtà si tratta di una trappola. 350mila soldati armeni così vengono massacrati, in gruppi da cento.

Allora si possono eliminare donne e bambini, per mezzo dell’annegamento. Infine, cominciano le deportazioni e le lunghe marce nel deserto, dove vengono eliminati i restanti armeni. Il “Metz Yerghen”, il Grande Male, come gli armeni chiama l’Olocausto, fece quasi due milioni di morti in sei mesi. I conti comunque non sono ufficiali, potrebbero essere di più.
Il 24 aprile viene ricordata la data d’inizio delle deportazioni degli armeni e convenzionalmente quindi la memoria del genocidio. Genocidio del quale si sono occupati anche cinema e scrittori, cercando di non dimenticare e di superare il negazionismo della Turchia moderna. Erdogan, infatti, non ha mai accettato la realtà storica del genocidio armeno. Sono appena usciti due film che narrano entrambi, in chiave romantica, del genocidio armeno: “The Promise” e “The Ottoman Lieutenant”.
Fra i libri che parlano del genocidio, ricordiamo “La masseria delle Allodole” di Antonia Arslan, e “I 40 giorni del Mussa Dagh”, la storia realmente avvenuta della resistenza di alcuni villaggi di cristiani armeni, circa 5mila persone, contro l’esercito turco. Resistettero per 40 giorni poi vennero salvati da una nave francese che transitava lì per caso.



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