19 settembre 2019
Cinema

Buon compleanno, Franco

Al secolo Gianfranco Corsi, Franco Zeffirelli, icona del cinema italiano ed internazionale, domani compie 96 anni. Da studente di Architettura prima, ad assistente regista poi, a regista, attore, sceneggiatore, costumista, senatore, Zeffirelli ha cambiato molte facce e avuto molti ruoli nel corso della sua (finora lunga) vita.

 


Autore : Sara Caon

Intervistato dall’Ansa lo scorso anno, dichiarava di sentirsi “tutto sommato… bene”, nonostante l’Italia di oggi “lo sgomenti sotto ogni punto di vista”.

Ma andiamo per un attimo indietro nel tempo a quel lontano 1923: l’anno in cui all’anagrafe di Firenze compare per la prima volta il nome di “Zeffiretti” (così viene segnato dalla madre, che prende il nome da un’aria di Mozart, poiché il piccolo non era stato riconosciuto dal padre, ricco commerciante), poi diventato Zeffirelli per un errore di trascrizione. È da quel momento che il cinema italiano ed internazionale acquisisce, senza ancora saperlo, un glorioso e raffinato regista, dal caratteristico stile elegante e ricercato che poi tutti, nel mondo, assoceranno alla sua cifra.

Di cosa parliamo? Parliamo di più di venti film da lui stesso girati, di cinque David di Donatello ottenuti (nel 1969, nel 1972, nel 1979, nel 1991 e nel 2002), di due Nastri d’Argento (1969 e 1978) e di complessivamente quattordici nomine all’Oscar. Amante dell’Opera, del teatro, della letteratura, dell’arte, Zeffirelli mette in scena l’Opera, il teatro, la letteratura, l’arte, accompagnandosi ad Antonioni, De Sica, Rossellini, Visconti. A quest’ultimo deve il debutto nel mondo internazionale ed è con quest’ultimo che comincia una travagliata storia d’amore, segnata anche da una lunga convivenza.

Regista di teatro, oltre che di cinema, Zeffirelli non cura solo la regia dei suoi film, ma anche quella di moltissime opere (poi portate anche ad Edimburgo, Londra, New York – oltre 800 gli spettacoli andati in scena al Metropolitan con la sua regia – , Vienna, Parigi, Ginevra), scelte e confezionate a partire da una cifra emozionale ed emotiva. Ha l’occasione di dirigere Maria Callas, Anna Magnani, Elizabeth Taylor e Richard Burton, Olivia Hussey, Antony Quinn, Laurence Olivier, Peter Ustinov, Tom Cruise, Mel Gibson, Charlotte Gainsbourg, William Hurt, Cher, Fanny Ardant, Monica Bellucci, Jeremy Irons, Christopher Plummer, Claudia Cardinale, Glenn Close, Helena Bonham-Carter, tra i tanti. Insomma, ha per le mani una rosa di attori ed interpreti di fama mondiale (non sempre per suo merito: difatti la miniserie Gesù di Nazareth, con un cast impressionante di attori internazionali di fama conclamata, fu interamente finanziata dal Vaticano).

I suoi migliori film (Romeo e Giulietta, Fratello Sole, Sorella Luna, Jane Eyre, Amleto) sono nutriti di un’irrinunciabile dimensione internazionale e di un’altrettanta irrinunciabile dimensione sentimentale. L’estetismo e l’accuratezza quasi maniacale ne sono un tratto lampante, così come la sensibilità finissima nei particolari e nel tratteggio dei personaggi, una sensibilità che, soprattutto nei film appartenenti al filone “religioso” (Fratello Sole, Sorella Luna, Gesù di Nazareth), pervade di spiritualità le pellicole, creando effetti stupefacenti e raggiungendo vette altissime.

Talvolta, l’estetismo tipico zeffirelliano è stato oggetto di critiche, giungendo talora a “sporcarsi” di manierismo, anziché semplicemente impreziosire le pellicole. Ma, che dire? I gusti son gusti e, nonostante tutti i pareri che possiamo ascoltare o leggere, non si può non negare la grandezza di un regista di casa nostra com’è stato e com’è Franco Zeffirelli. Una grandezza che è un dato certo, una grandezza che ci vien data e a cui si può sol dire “grazie”. Perciò grazie Franco e… buon compleanno.



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