19 settembre 2019
Cinema

Il cinema del futuro: la realtà virtuale ibrida

Il futuro nel cinema in una vera e propria immersione grazie a uno schermo curvo con immagini 3D

 


Autore : redazione_consecutivo

Dimenticate le domeniche pomeriggio di una volta. Le reunion al cinema, il sapore di popcorn nel weekend o in qualsiasi altro giorno della settimana. Il futuro più probabile del cinema potrebbe chiamarsi ‘realtà virtuale ibrida. Per il pubblico, una novità eclatante: non certo i classici caschi in testa – avrete tutti immaginato – ma una vera e propria immersione grazie a uno schermo curvo con immagini 3D.

Il futuro è già qui
A parlare approfonditamente del nuovo ambiente virtuale 3D-Hyve, la rivista ACM Digital Library dal gruppo dell’università canadese di Montreal coordinato da Tomás Dorta. Nel team, anche l’italiano Davide Pierini. Vediamo allora dati e numeri alla mano di questa grande esperienza collettiva. I ricercatori hanno infatti misurato le reazioni di 20 volontari che hanno vissuto entrambe le esperienze: l’immersione nella realtà virtuale attraverso l’apposito casco, e l’esperienza nell’ambiente virtuale ibrido. I risultati stupiscono, ma neanche troppo.  A vincere, infatti, è stata la realtà virtuale senza casco. Un grande sì, dunque, dai partecipanti al progetto, soddisfatti della possibile interazione con gli altri spettatori in tempo reale. Un esperienza più che mai social.

Promosso con dieci e lode
Secondo i ricercatori, il casco per la realtà virtuale ha dei limiti evidenti: costringe a guardarsi spesso intorno per esplorare la scena e questo ostacola la narrazione, rendendo l’esperienza cinematografica non appagante del tutto. Tutta un’altra storia, invece, l’ambiente virtuale ibrido capace di offrire al 100% la stessa sensazione di immersione e coinvolgimento.

Realtà virtuale ibrida ovunque
Una tecnologia destinata anche ad altri ambienti. Ad esempio ad architetti e ingegneri che potranno mostrare case in costruzione passo dopo passo, entrare nelle stanze e persino spostare i mobili per produrre dei progetti unici e impressionanti. Interessante anche il progetto europeo REPLICATE, coordinato da Paul Chippendale della Fondazione Bruno Kessler di Trento, e che vede protagonisti gli smartphone. Il progetto, che ha esordito quest’anno, si concluderà nel 2018. Come funziona? L’idea alla base è che basterà catturare un oggetto o un edificio con una serie di immagini attraverso lo smartphone. A questo punto, entrerà in gioco il sistema che sarà in grado di costruire modelli 3D dei soggetti fotografati e individuare le parti che li compongono.

Se ne occupa anche la Nasa
Un interessante progetto, quello sviluppato dalla Nasa grazie all’utilizzo del visore HTC Vive, consiste nel preparare gli astronauti ad affrontare qualsiasi tipo di difficoltà a gravità zero attraverso la realtà ibrida che prevede la riproduzione, attraverso i visori VR, di un ambiente ricostruito per rappresentare una spazio esistente altrove.



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