Arte

Il ricamo italiano: sconosciuto gioiello

Il ricamo è in generale annoverato tra le arti minori o ancora più spesso relegato ad una dimensione domestica. Di “domestico” ha ben poco, di artistico molto. Il nostro paese poi esprime anche in questo settore tutta la sua creatività.

 


Autore : Ilaria Aliquò

Abilmente a Vicenza
Si è conclusa da circa due mesi l’ultima edizione della Fiera Abilmente di Vicenza, che quest’anno ha registrato più di 100.000 visitatori e 760 espositori, di cui 100 stranieri. Abilmente è un appuntamento da calendario per gli appassionati del settore e soprattutto per chi del ricamo e del merletto ne fa anche un lavoro.

Si tratta di una grande vetrina che ogni anno presenta le ultime novità del settore, le scuole (sempre di meno purtroppo!) e ha soprattutto una consistente parte commerciale anche internazionale, che richiama prepotentemente l’attenzione di tutti i visitatori.

Quest’anno tra le novità c’è stata la presentazione dello Sfilato Abruzzese, vicino per la tecnica alla tessitura; l’associazione di Guardiagrele ha portato avanti un interessante progetto di revival di disegni antichi; il sempre elegante blackwork di Bruna Scagnetti e i lavori di Rita Faleri che ha proposto un progetto sui retini di base, lavorati su una tela molto simile a quella usata per il Caterina de’ Medici.

La grande assente: la maglia. E’ mancata in questa edizione tutta la parte relativa alla lana e alla maglia. Non si è vista la giovanissima Associazione Magliuomini nata nel 2012 e che ha superato i 5000 iscritti sul suo gruppo Facebook. L’affluenza alla fiera è stata un po’ meno dell’edizione precedente anche se Vicenza continua ed essere un appuntamento fisso per gli addetti a lavori e per le tante appassionate di ricamo e merletto.

L’Italia del ricamo
Il Nord sembra farla da padrone: Bologna con l’Aemilia Ars, Venezia e il merletto di Burano, Bergamo, Vicenza, Cesena, Pordenone e Firenze tra le città più attive. Peccato per le poche informazioni che ci arrivano dalle regioni centrali italiane dell’Umbria e del Lazio.

E poi c’è la singolare esperienza di Ilaria Margutti, originaria di Modena e oggi residente a Sansepolcro, la quale si è sbilanciata verso il “versante artistico” del ricamo, portando avanti una sperimentazione incentrata sulla materia: l’ago, la tela il filo … il tempo e le donne.

Da Napoli in giù c’è davvero poco, troppo poco! Solo sporadiche realtà locali che cercano di lanciare delle iniziative, che per il loro spessore sono anche degne di nota ma che comunque rimangono nella loro dimensione locale. E’ il caso della Mostra del ricamo e del tessuto di Valtopina, giunta alla sua XVII edizione.

Un puzzle tutto italiano
In generale parlando del ricamo, assistiamo in Italia ad un periodo di implosione, causato dall’eccessiva frantumazione di un settore, diviso in una miriade di scuole, associazioni, artisti solitari. Ognuno con un bel progetto alle spalle, ma senza nessuna pretesa di comunità. Siamo lontani anni luce da esperienze come quella della Royal School of Art Needlework eppure, inutile a dirlo, ne avremmo le capacità.


Antonello Liguori  @Flickr

Il ricamo e internet
Eppure di movimento in Italia ce n’è tanto. La rete ci aiuta. Basti pensare alle tante vetrine virtuali che sono i blog come quello di Elisabetta Sforza e Claudia Rita, solo per citarne due, i quali ci aprono case, atelier, associazioni e negozi con un colpo di … click!

Ricami da ammirare, accessori e libri inediti da acquistare. Il negozio di Gianfranca Tolloi, Tombolo e Disegni, è senz’altro un fiore all’occhiello che raggiunge tutto il territorio nazionale e guarda con partecipazione a quello europeo e internazionale.

La “Scuola del Diletto” a Roma
Ma ci aiuta di più il desiderio di condividere, di tramandare. E allora sedersi intorno ad un tavolo, vicino alla maestra diventa un appuntamento settimanale da non perdere. E’ il caso della piccola scuola romana “La Scuola del Diletto” che dal 1999 ha visto passare circa 100 allieve. Parliamo di allieve di tutte le età, ognuna con una propria strada… da ricamare. Tutte strette intorno alla maestra d’arte Anna Rita Soverchia, incantate dalle sue mani veloci ed esperte che pizzicano appena il tessuto e creano capolavori e sperimentano nuove idee.

Ed è lei che ama ripetere:“Il ricamo è innanzitutto TEMPO, tempo per se stessi e con se stessi: tempo di riflessione, di coccole, di grande espressione d’arte”. Quale tempo meglio speso!



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