numero 19
10 febbraio 2019
Storia

Matera, la cultura italiana riparte da qui

Per il viaggiatore che si accinge a visitare Matera, è una tappa obbligatoria il centro storico, Civita, la parte più antica e “dolorosa” della città, tra solchi, irti vicoli popolari e scalinate alla scoperta delle antiche dimore rupestri: d'obbligo una passeggiata nel Vico solitario, dov'è stata ricostruita, all'interno di un sasso, un'abitazione tipica dei contadini del tempo.

 


Autore : Martina Gaetano


Città della cultura nel 2019, Matera racchiude nei suoi sassi una storia millenaria, fatta di povertà, splendore e silente rivoluzione culturale. Dimora di antichissime civiltà già nel paleolitico, oggi teatro en plein air di innumerevoli rappresentazioni artistiche e cinematografiche della Passione di Cristo, grazie al suo paesaggio irto, spoglio ma denso di un’antica e pietrosa bellezza, questa piccola città del sud Italia ha affermato, silenziosamente, la sua storia popolare, dimenticata per anni. Meta di registi come Tosi, Pasolini e Mel Gibson, musa di scultori e scrittori, è una città che non si è mai ripetuta, che ha costantemente reinventato il suo passato, emblema del mezzogiorno agreste dell’Italia di allora.

Con oltre diecimila anni di storia popolare vissuta ininterrottamente, Matera è una città presepe scavata nel tufo, così vicina nel dolore e nella bellezza alla città di Gerusalemme, così distante, oggi, dal quel passato fatto di povertà, raccontata da Carlo Levi e da Giovanni Pascoli che in Matera coglievano, già all’epoca, un velo di malinconica poesia. Se andiamo a ritroso nel tempo, i Sassi di Matera rappresentano l’insediamento umano preistorico meglio conservato del Mediterraneo ed uno dei più antichi della storia dell’umanità: in queste grotte convivevano, dall’epoca del paleolitico fino a settant’anni fa uomini, donne, bambini e animali, in condizioni povere e difficili.

Per il viaggiatore che si accinge a visitare Matera, è una tappa obbligatoria il centro storico, Civita, la parte più antica e “dolorosa” della città, tra solchi, irti vicoli popolari e scalinate alla scoperta delle antiche dimore rupestri: d’obbligo una passeggiata nel Vico solitario, dov’è stata ricostruita, all’interno di un sasso, un’abitazione tipica dei contadini del tempo. Interessante anche la cisterna idrica sotterranea del Palombaro Lungo, uno dei motivi che ha portato l’UNESCO, nel 1993, a dichiarare i Sassi di Matera patrimonio storico dell’umanità. Ma Matera è anche storia moderna e contemporanea grazie alla sua straordinaria capacità di reinventarsi con tenacia e discreto fascino.

Se pensiamo infatti all’ultimo ventennio, alcuni Sassi, spazi diafani di straordinaria bellezza, sono stati convertiti in alberghi e ristoranti caratterizzati da un design contemporaneo che non mira a cancellare la storia di millenaria modestia ed essenzialità, bensì a valorizzare questa architettura della pietra, la sua bellezza scolpita e modellata dal tempo e impregnata della vita contadina della sua gente. Anche il Novecento è da considerarsi significativo per capire il cambiamento e la messa in luce del potenziale della città di Matera nel panorama internazionale. Già Carlo Levi scriveva, all’epoca del suo esilio in quei luoghi negli anni trenta, pagine significative che raccontavano dell’estrema povertà di paesaggi consumati dalla miseria e dall’indifferenza. Matera era per lo scrittore Terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre ”. Ma questa terra, dimenticata da dio e dagli uomini, troverà riscatto sociale vent’anni dopo grazie all’allora presidente del consiglio Alcide de Gasperi che, dopo aver visitato le zone più povere della città, inaugurerà nel Maggio del 1953 la nascita di quartieri moderni a Matera, volti ad ospitare gli abitanti dei Sassi: tra tanti i quartieri della Martella e del Venusio.

Matera dunque rinasce e, grazie alla legge Colombo nel 1952, lo sfollamento dei Sassi diventa definitivo: il centro storico, spopolato, diventa rapidamente uno spazio fantasma, non meno intriso di dolente bellezza. Se abbandonare è spesso sinonimo di “dimenticare”, Matera esce ancora una volta dagli schemi tradizionali, scandendo una storia poderosa e singolare al mondo. La città, infatti, è diventata in pochi decenni il simbolo del recupero sociale ed economico della civiltà contadina ed umana del sud Italia. Se gli anni Sessanta sono ancora anni di assestamento e di timidi cambiamenti, un artista come Pasolini sceglie Matera e i suoi abitanti come simbolo del reale popolare “pagano” per rappresentare “Il vangelo secondo Matteo”, uno dei suoi grandi capolavori cinematografici. Dal “profano” al “sacro” di Mel Gibson, che ha ricostruito i luoghi della passione di Cristo sulla Murgia, la collina divenuta parco archeologico dove poter visitare i resti delle antiche chiese rupestri. Oggi Matera è una cittadina culturale vivacissima, tanto da ospitare, a partire dal 2 Dicembre 2018, 200 opere di Salvador Dalì che verrano sparse per la città. Interessanti da visitare anche i suoi innumerevoli musei: il Museo laboratorio della civiltà contadina, Palazzo Lanfranchi e il MUSMA. Non meno autentica è la sua tradizione culinaria, fatta di materie prime semplici e autoctone, così come è diventata eccellenza italiana nel mondo la produzione del pane materese, considerato prodotto IGP.

La tenacia, l’amore per la terra e il valore umano degli abitanti di Matera, sono stati premiati con la designazione, nel 2014, di capitale della cultura per il 2019. Ecco perché visitare Matera non è un viaggio qualunque: è un percorso a ritroso ed emozionale nella memoria dell’uomo.



Navigando sul nostro sito accetti la privacy policy. Il sito utilizza i cookie di terze parti per profilare gli utenti