numero 19
10 febbraio 2019
Comunicazione

Perché dovremmo ancora scrivere a mano

La scrittura a mano è una capacità che si sta perdendo: qualsiasi maestra può confermarvelo. I bambini imparano sin da piccolissimi a confrontarsi con un touch screen, ma anche alle elementari hanno difficoltà a scrivere a mano.

 


Autore : Valeria Martalò


La scrittura a mano è una capacità che si sta perdendo: qualsiasi maestra può confermarvelo. I bambini imparano sin da piccolissimi a confrontarsi con un touch screen, ma anche alle elementari hanno difficoltà a scrivere a mano. Le ricerche si fanno tutte al computer, si stampano e si studiano: non c’è più il tempo di riflessione della scrittura, quel lasso di tempo tra il pensare e il mettere su carta. Ma anche agli adulti non va meglio, anzi: se la scuola ancora costringe a scrivere qualcosa a mano, nel magico mondo dei “grandi” siamo tutti bravissimi a digitare, a inviare email e messaggini, ma non sappiamo più scrivere una lettera.

Avere nostalgia di qualcosa come la calligrafia, o anche solo del piacere di scrivere a mano e di sporcarsi le mani d’inchiostro può sembrare antistorico, qualcosa fuori dal tempo. In realtà, tutte le ricerche che si occupano di scrittura e psicologia umana confermano che scrivere a mano serve a moltissimi scopi. Non da ultimo, per rafforzare l’autostima.

Secondo l’Ottico optometrista comportamentale Giorgio Bollani, ad esempio, è molto importante educare i bambini sin dalla scuola materna a una corretta impugnatura della penna, per prevenire gli atteggiamenti visuo-posturali scorretti, ma anche per adottare un proprio stile di scrittura in corsivo, espressione di autostima e di una propria personalità. Sono tantissimi, oggi, i ragazzi che preferiscono scrivere in stampatello perché “non si fidano” della propria scrittura, e pensano che questa potrebbe penalizzarli nel giudizio finale dell’insegnante.

Continua Bollani: “Il ragazzo che scrive male matura un giudizio negativo sulla sua calligrafia, al punto di non riconoscersi in essa; per evitare i continui giudizi negativi degli adulti, regredisce scegliendo la scrittura in stampatello, di più facile esecuzione e più ordinata”. Ma, per il ragazzo, come per l’adulto, si tratta di una regressione, e dell’ammissione di una sconfitta.

La scrittura a mano, dunque, almeno nelle scuole, sembra non avere futuro. Colpa della tecnologia, o anche della pigrizia degli insegnanti che preferiscono far usare pc e tablet anche per brevissime ricerche e per scrivere riassunti? Probabilmente non è “colpa” di nessuno, tantomeno degli studenti. Per i neuroscienziati, però, esercitarsi nella scrittura favorisce l’organizzazione mentale, la concentrazione e serve anche per esprimere meglio i propri sentimenti. Ecco perché, per scrivere una lettera d’amore, non useremmo mai il computer (anche se qualcuno già lo fa). Se vogliamo esprimerci meglio e più a fondo, scegliamo sempre il corsivo, anche se non abbiamo una bella grafia, istintivamente.

Benedetto Vertecchi, docente di Pedagogia all’università di Roma Tre, spiega che “i bambini abituati solo alla tastiera producono testi dal lessico e dall’ortografia più scadente. Perché sostituire la manualità con la pratica digitale ha ricadute sullo sviluppo mentale, sulla memoria e il coordinamento di percezione e movimento”. Tanti i vantaggi, dunque, nella scrittura a mano, ancor meglio se si prova a scrivere in bella grafia (o calligrafia): la lentezza del movimento aiuta il pensiero critico, aiuta i più piccoli a ragionare su quello che stanno scrivendo, e aiuta anche gli adulti a esprimersi meglio. Avete mai notato che il vostro lessico migliora nella scrittura a mano, rispetto a quella digitale?



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