numero 19
10 febbraio 2019
Letteratura

I bambini e i libri: la lettura ad alta voce

Perché è leggere ad alta voce ai bambini? Una dimensione intima e familiare della propria esperienza

 


Autore : Ilaria Aliquò


Nonostante le statistiche ci propongano dati sempre più sconfortanti sulla percentuale di persone che leggono libri (meno del 40% legge un solo libro l’anno!) il mercato editoriale dei libri dedicati ai bambini è un settore inaspettatamente in continua crescita.

Se infatti fate un giro in libreria, gli scaffali dedicati ai libri per i più piccoli sono molto forniti e la qualità della proposta è anche di un certo livello. Se avete già qualche anno, ricorderete come da piccoli non è che vi fosse una cosi vasta scelta di letture. Si era fortunati se in casa c’era una copia del libro Cuore, di Piccole Donne o di qualche classico come I tre Moschettieri. Oggi invece la scelta è davvero notevole.

Parlare, fare i compiti, giocare … e anche leggere
Perché è importante leggere ai bambini? Perché la lettura ad alta voce rientra in una dimensione intima e familiare della propria esperienza. Perché è condivisione di uno spazio e di un momento quotidiano, quando tutte le attività sono concluse e il rumore di una giornata intensa lascia il posto al calore e al silenzio della casa. Leggere ad alta voce richiama alla memoria l’immagine di una mamma o di un papà che ai piedi del letto con un grande libro in mano, ci facevano entrare nel mondo incantato delle fiabe.

E noi non ricordiamo solo gli episodi di quelle storie, risentiamo anche il tono basso e profondo della voce del papà, il rumore delle pagine che girano e quella sensazione di lievitare in un mondo magico popolato di personaggi astrusi e di paesaggi lontani. Non c’è solo un libro, ma tutta una serie di ricordi che anche a distanza di anni, ci investono e ci emozionano come allora. Leggere ad alta voce al proprio figlio è un’altra forma per dialogare con lui, un dialogo profondo che può iniziare anche in tenera età e che se coltivato, non finisce mai.

In Italia, nel 1999 nasce il programma “Nati per Leggere” con l’obiettivo di promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita. Oggi sono più di 2000 i comuni italiani che hanno promosso iniziative a favore della lettura in famiglia, con l’aiuto di insegnanti, associazioni, pediatri e volontari.

Quando cominciare a leggere ai propri bambini?
Presto, molto presto, prima che sappiano parlare. Anche un bambino molto piccolo ha la capacita di immergersi nelle storie, riuscendo ad emozionarsi e a calarsi nel mondo fantastico. Attraverso le storie insegniamo ai più piccoli a pensare. Ripercorrendo le vicende vissute dai personaggi, si può aiutare il bambino ad acquisire la capacità di scegliere, di decidere autonomamente e di pensare. Cosa farà adesso quel personaggio? Quale decisione prenderà? Come sconfiggerà il cattivo?

Qual’è il posto della lettura nella vita di tutti i giorni?
Aiutando i nostri figli ad amare la lettura, li aiutiamo a fare posto ai libri nella loro vita. Avrete dei bambini che in libreria sceglieranno autonomamente le loro letture e la sera tarderanno a spegnere la luce perché vorranno ancora e ancora seguire Harry Potter nel suo mondo magico. Avrete dei giovani che, nonostante la distrazione della tv, dei cellulari e dei tablet avranno acquisito l’abitudine a girare con un libro in borsa, a tenerne un paio sul comodino e uno anche in macchina. Con una sorta di desiderio di appartenenza a quel mondo fantastico, le cui porte gliele avete aperte voi. Le storie, come diceva Lewis Carroll, l’autore di Alice nel paese delle meraviglie, sono doni d’amore.

Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo: Rita V. Merletti, Leggere ad alta voce, Mondadori, 1996 e Nerina Vretenar, Leggere per crescere. Come aiutare i figli ad amare la lettura, Armando Editore, 2003.



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