19 ottobre 2019
Letteratura

Arriva l’Eneide 2.0 grazie a Digita Vaticana

 


Autore : Valeria Martalò

Cosa lega il poeta Virgilio e la Nasa, la letteratura antica e l’Eneide alla più moderna tecnologia di Tokyo? Apparentemente nulla, eppure le nuove tecnologie possono fare (e fanno) tanto per lo studio delle lettere antiche. Due mondi che sembrano lontanissimi, la tecnologia di alto livello e i papiri e le pergamene che si sbriciolano solo a guardarle, ma che si sposano felicemente grazie all’impegno di tanti studiosi.

L’innovazione questa volta è passata attraverso la Biblioteca Apostolica Vaticana, il luogo che dal 1451 custodisce un patrimonio tra i più importanti e preziosi al mondo. Da anni va avanti infatti un innovativo percorso tecnologico di digitalizzazione, archiviazione e riproduzione per tramandare le più antiche testimonianze del nostro passato al futuro: molte delle opere più importanti dell’antichità sono infatti disponibili online a tutti, e spesso in altissima risoluzione, per vedere anche il più piccolo dettaglio di un papiro conservato chissà dove.

L’ultimo protagonista della digitalizzazione e dell’innovazione applicata all’antichità è il Virgilio Vaticano (Vat. lat. 3225), custodito nella Biblioteca Apostolica appunto. Detto così potrebbe non dirvi nulla, ma si tratta di una delle più antiche testimonianze dell’Eneide, uno splendido manoscritto miniato realizzato a Roma intorno al 400 d.C. Grazie alla sinergia e alla collaborazione tra Biblioteca Apostolica Vaticana, Digita Vaticana, NTT Data Corporation e Canon Inc. è stata realizzata una speciale stampa a tiratura limitata del Folio XXII recto, pagina nella quale è rappresentata Creusa mentre cerca di trattenere il marito Enea dal prender parte alla battaglia. Creusa, moglie di Enea e madre del piccolo Ascanio, fuggiva insieme al marito da Troia, ma si perse. Enea tornò indietro per cercarla, ma non trovò altro che la sua ombra…

“Il progetto – ha raccontato Maite Bulgari, fondatrice di Digita Vaticana Onlus assieme al marito Paolo e all’avvocato Marcello Mustilli – è una delle iniziative della nostra Associazione per raccogliere fondi a supporto della digitalizzazione degli oltre 80.000 manoscritti della Biblioteca e dare così la possibilità, a studiosi e non, di accedere a questo immenso patrimonio, tutelandone al contempo la conservazione. Dal 2013 lavoriamo con partner d’eccellenza per garantire la trasmissione di queste preziose testimonianze alle generazioni future, sfruttando le tecnologie più avanzate per conservarle e divulgarle”.

La Biblioteca Vaticana conserva al suo interno un patrimonio di inestimabile valore. È importantissimo digitalizzare e diffondere nella rete i manoscritti, in uno spirito di condivisione che permette di rendere accessibile a tutto il mondo un patrimonio culturale immenso. Il processo di digitalizzazione adotta un formato creato dalla NASA per la conservazione a lungo termine di immagini e dati di astronomia e astrofisica spaziale, e si avvale del supporto tecnologico di NTT DATA per ottenere immagini ad altissima definizione di questi antichissimi documenti.

Grazie alla digitalizzazione è stata possibile la riproduzione del folio XXIIr del Virgilio Vaticano, caratterizzata da una leggera texture in rilievo che ne esalta alcuni particolari, come i bordi irregolari della pergamena e i riflessi dorati delle lettere. Digita Vaticana sta già inviando i primi esemplari delle 200 copie, certificate dalla stessa Biblioteca, a coloro che hanno deciso di sostenere il progetto di digitalizzazione: questa preziosità può essere vostra con una donazione di minimo 500 euro.

Per informazioni: http://www.digitavaticana.org/.



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