numero 19
10 febbraio 2019
Cinema

Inferno di Ron Howard, la recensione

Inferno riporta sullo schermo le avventure del famoso simbolista Langdon, ma non dà tutto lo spettacolo che promette

 


Autore : Valeria Martalò


Inferno è il nuovo film d’azione diretto da Ron Howard, il cui titolo riecheggia il terzo libro della saga di Dan Brown, portando ancora una volta sul grande schermo le avventure del dottor Langdon con un film molto pubblicizzato e attesissimo. Il dottor Robert Langdon, esperto in simbologia e crittografia, è nel film interpretato da Tom Hanks, il quale si sveglia senza ricordarsi nulla di quanto avvenuto in una stanza d’ospedale a Firenze. Proprio qui il dottor Langdon incontrerà Sienna Brooks, la dottoressa interpretata da Felicity Jones, e verrà a conoscenza dell’esistenza di un terribile mistero e di una minaccia per la sopravvivenza dell’intera umanità. La pellicola, beninteso, è la classica d’azione e a tratti drammatica. Il paragone fra l’Inferno vissuto dal protagonista e quello di dantesca memoria è palpabile già dai primi istanti, grazie anche alla presenza di flashback del protagonista che mostrano proprio fotogrammi di inferno dantesco.

I personaggi e l’ambientazione
In alcuni punti, però, la grande macchina dell’azione e dello spettacolo scricchiola un po’, senza mostrare grande spessore per i protagonisti. Nonostante l’interpretazione di Tom Hanks sia sempre credibile e senza dubbio interessante, alcune volte i dialoghi sono un po’ spenti e i discorsi di contorno sembrano senza senso, quasi messi lì per riempire dei minuti. I personaggi non sono abbastanza delineati e approfonditi per poter catturare definitivamente lo spettatore, e alcune battute potevano essere risparmiate, ma nel complesso il film rimane godibile. Bisogna rompere una lancia a favore dei personaggi nel caso del Rettore, interpretato da Irrfan Khan, che è senza dubbio molto convincente e contribuisce a dare tono alla narrazione. L’ambientazione del film è molto affascinante: d’altronde si tratta dell’Italia (tranne qualche passaggio a Istanbul), e la fotografia è ben azzeccata. Ma questo non basta per rendere questo film, oltre che visivamente piacevole, anche effettivamente coinvolgente.

Trama poco consistente, ma nel complesso film godibile
Bisogna anche eccepire che la trama di per sé promette molto ma poi dona poco. La risoluzione dell’enigma, tutto sommato, è più semplice di quello che ci si aspettasse. Insomma Inferno è un buon film, godibile, non impegnativo, ma qualitativamente inferiore rispetto ai due precedenti, vale a dire Il Codice da Vinci e Angeli e Demoni. Ci sono anche delle imperfezioni che qualunque spettatore, o almeno qualunque spettatore italiano noterà subito: per esempio l’incongruenza temporale negli spostamenti di alcuni personaggi. Riconosciamo però l’impegno del regista e anche il fatto di aver inserito nella trama quell’opera stupenda che è la Divina Commedia, così misteriosa e così ricca di fascino sempreverde. Mischiando dramma, thriller, azione e giallo questo film infine riesce comunque a tenere viva l’attenzione dello spettatore. Inoltre il fatto di essere immersi nelle bellezze e nei misteri dell’Italia di qualche secolo fa dà un certo tono alla trama, anche se qua e là sembra che manchi qualche tassello in grado di rendere realmente più credibile e più interessante il tutto.



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